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Roma: Laboratorio Antifascista

HCantifa — Inviato da insu @ 17:21
La Rete Antifscista Metropolitana ospita a Roma il secondo Laboratorio Antifascista a carattere nazionale.
L’edizione dello scorso Maggio è stata principalmente di contatto e riepilogo dei percorsi già intrapresi. Questa volta, all’inizio dell’anno politico, vorremmo canalizzare la discussione su progetti concreti e sulla loro messa in pratica: un’occasione per delineare e coordinare l’iniziativa antifascista nelle prossime stagioni.

 

 programma 

Il laboratorio sarà aperto al csoa Forte Prenestino, alle ore 10 di Sabato 27 Ottobre, da una breve plenaria per definire ordine del giorno, programma dei tavoli e metodo di discussione. Subito dopo partiranno i lavori, suddivisi per tavoli di approfondimento, che andranno avanti fino alle h 20.

La due giorni si concluderà con la plenaria prevista alle ore 11 d i Domenica 28 Ottobre, per consentire a chi viene da fuori Roma di mettersi in viaggio per tempo. Chi invece resta in città potrà partecipare al corteo nazionale dei migranti, che parte da piazza della Repubblica, Domenica stessa alle ore 15.

 concerto antifascista 

Il 27 Ottobre dalle 22 al l.o.a. Acrobax (ex cinodromo) un concerto a sostegno della RAM dove, oltre ad alcuni gruppi locali (G.T.A. - Automatica Aggregazione), saliranno sul palco i Last Resort, leggendaria Oi! band britannica.


Rete Antifascita Metropolitana


Festa nel lager. Naziskin a Dachau

HCantifa — Inviato da insu @ 19:05

 


 

Giovani da Bolzano nei campi di concentramento SS, per gridare ‘Sieg heil’. O per farsi ritrarre con l’accendino sotto le immagini delle sinagoghe bruciate. In esclusiva le foto del ‘turismo dell’Olocausto’

Nazi altoatesini davanti a una lapide
Sono l’avanguardia dell’orrore, quella capace di superare ogni limite. Nazisti pronti all’insulto più estremo, all’oltraggio di qualunque memoria. Eccoli, fare il saluto hitleriano davanti al cippo che ricorda il forno crematorio di Dachau. Mettersi in posa compiaciuti accanto a quella scritta agghiacciante ‘Arbeit macht frei’ sul cancello che migliaia di ebrei hanno varcato una sola volta. Poi mostrare le loro magliette con le machine-pistol usate dai guardiani per abbattere chi non obbediva ciecamente agli ordini. E sfoggiare le t-shirt con la sagoma delle SS davanti al monumento ispirato dall’intreccio dei corpi scheletrici nelle fosse comuni. Istantanee di una gita che incenerisce i confini della decenza, scattate per renderle oggetto di culto tra i camerati, come per dimostrare un primato ideologico: avere inneggiato al führer del Terzo Reich nel luogo dove l’Olocausto venne concepito. Dachau, a pochi chilometri da Monaco di Baviera, è il primo lager, quello in cui furono rinchiusi gli ebrei catturati nella ‘Notte dei cristalli’ e gli oppositori del regime, quello usato per sperimentare il genocidio.

Le foto che ‘L’espresso’ pubblica in esclusiva sono state sequestrate dai carabinieri del Ros di Bolzano durante un’inchiesta sui naziskin altoatesini. Erano conservate da alcune delle persone ritratte, che le esibivano con orgoglio ai loro accoliti. I sette camerati ripresi nelle immagini hanno patteggiato condanne comprese tra 12 e 30 mesi di carcere: l’ultima sentenza risale a poche settimane fa. Ma ai fini della pena questo reportage incredibile non ha avuto effetti: per il codice penale italiano il turismo dello sterminio non ha rilevanza. Nemmeno la legge Mancino, quella creata nel 1991 per porre freno all’ondata montante di razzismo, ha ipotizzato un tale baratro di disprezzo. Il procuratore capo Cuno Tarfusser e il pm Axel Bisignano nel sostenere l’accusa contro la banda di gitanti a Dachau non hanno potuto far pesare quello sfregio alla Memoria. Eppure il fenomeno dei tour nazisti è in crescita costante: dai luoghi hitleriani classici si passa sempre più spesso a incursioni antisemite. Che precipitano dalla goliardia alla vergogna.

Come definire altrimenti la foto, sequestrata dal Ros nella stessa operazione, che ritrae i due naziskin con l’accendino in mano sotto la lapide che ricorda la prima sinagoga incendiata in Germania durante la ‘Notte dei cristalli’? In quella vacanza a Potsdam, in Brandeburgo, nel luogo del primo assalto delle camicie brune, la formazione è la stessa. Sono sette italiani dell’Alto Adige, inquadrati come militari, capeggiati dal ‘comandante’ Armin Sölva e dal suo vice Christoph Andergassen. Hanno dai 18 ai 26 anni e nonostante le sentenze restano a piede libero.

L’organizzazione di Sölva e Andergassen è la Südtiroler Kameradschaftsring per la lotta di liberazione del Sudtirolo, con tanto di statuto messo nero su bianco: tra gli obiettivi, l’istigazione all’odio razziale e la venerazione di Hitler e ai suoi gerarchi. Una fede malvagia celebrata, secondo i risultati delle indagini, con minacce, pestaggi e devastazioni. Che li trasforma nell’avanguardia di una rete nera che attraversa l’Europa e che vede sfilare fianco a fianco camerati di ogni paese, spesso divisi da questioni etniche, come accade tra sudtirolesi e italiani, ma pronti a fare fronte comune con il braccio teso.

Identici gli slogan, testimoniati anche dalle magliette indossate nel lager bavarese. In una foto si vede Armin Sölva inginocchiato, mani giunte in atto di ringraziamento per lo sterminio, nella cappella che ricorda i 3 mila sacerdoti cattolici deportati. In un’altra, due camerati entrano nell’edificio centrale del campo dove è allestita la mostra sul Terzo Reich e in tenuta da skinheads posano sorridenti davanti alla grande scritta SS. Altri due compaiono vicini a una celebre frase della propaganda del Reich: ‘Unsere Letzte Hoffung. Hitler’ (la nostra ultima speranza: Hitler). Indossano t-shirt con l’immagine di un soldato tedesco e di supporter di estrema destra, sempre dentro il campo di Dachau. Poi di spalle, piegati, con l’immagine di un mitragliatore su una t-shirt e sull’altra la scritta ‘Siamo dei criminali convinti’, spingono giù il cippo di marmo eretto dove sorgevano i forni crematori. In un’altra immagine due del gruppo si mettono davanti al muro di cinta, sono ai lati di un cartello che indica la linea oltre la quale le guardie sparavano sui deportati:
si immedesimano negli aguzzini degli ebrei.

Il lager, un monumento che dovrebbe essere tutelato in nome dell’intera umanità, appare incustodito. Nessuno ferma questi giovani altoatesini dal look inconfondibile. Si sono mossi indisturbati per ore, padroni del campo di sterminio dove non è stato nemmeno possibile stabilire un bilancio del massacro: dei 206 mila reclusi registrati, almeno 43 mila persero la vita. Ma si ritiene che molti deportati non venissero segnati nella contabilità del genocidio e che negli ultimi mesi del 1945 malattie e denutrizione fossero più letali delle SS: gli americani scoprirono 39 vagoni ferroviari colmi di cadaveri spettrali. Un inferno, che adesso serve come fondale per le foto-trofeo dei ‘figli del Führer’.

Le trasferte in Germania e in Austria del gruppo altoatesino non servono solo per il turismo dell’orrore: sono fondamentali per consolidare i legami con le altre formazioni di estrema destra. I carabinieri dei Ros hanno infatti scoperto rapporti con almeno tre gruppi tedeschi e due austriaci con sede a Innsbruck, Vienna, Linz, Dresda, Berlino, Monaco e Norimberga. In una foto Sölva e Andergassen sono nella sede della Npd, il partito tedesco di estrema destra, con due rappresentanti del movimento politico berlinese: uno di questi è lo stesso uomo che ha accompagnato Sölva a Potsdam e che forse ha fatto da guida turistica nei lager.

È in questi raduni che si saldano anche i rapporti fra i neonazisti altoatesini di lingua tedesca e quelli italiani. A Passau, nella manifestazione per ricordare Rudolf Hess, l’enigmatico delfino di Hitler diventato uno dei miti nazisti, hanno marciato insieme. In una foto si vede in primo piano il gruppo di altoatesini e dietro sfilano gli aderenti al Fronte Veneto Skinheads, oggi rappresentati da Giordano Caracino, 28 anni. Secondo i rapporti dei carabinieri, nel marzo 2006 a Braunau am Inn, paese natale di Hitler, giovani del Fronte Veneto e naziskin da Roma, Verona, Trieste hanno sfilato e gridato slogan dentro un capannone: “Siamo tutti figli del Führer e discepoli del Duce”. Erano presenti anche gli skinheads dei Braunau Bulldog, che nel 2005 fecero una gita a Mauthausen e dopo se ne andarono in una pizzeria a festeggiare: in Austria lo scandalo diventò un caso politico. Ma il loro gesto è diventato un modello da imitare, anche per i bolzanini. Che nelle istantanee posano davanti al cippo del forno crematorio di Dachau, dove una scritta invita alla riflessione: ‘Pensate a come noi morimmo qui’. E loro invece alzano il braccio e gridano ‘Sieg heil!’.

Paolo Tressardi 

(11 ottobre 2007)

 

Sottovalutati e tollerati

“Il fenomeno del rigurgito neonazionalistico credo sia stato sottovalutato, se non addirittura tollerato. Certo è che non si è compreso fino in fondo il potenziale di offesa e di pericolosità di questi gruppi”. Parla il procuratore di Bolzano Cuno Tarfusser, che ha coordinato le indagini sul gruppo protagonista del ‘turismo dell’Olocausto’. In Alto Adige pare che siano almeno cinque i gruppi attivi con più di 150 militanti e molti fiancheggiatori. Lei ha creato un pool di magistrati che si occupa di naziskin.
“Sì, perché è evidente che, per poter meglio controllare il fenomeno, è necessario seguirlo, monitorarlo e conoscerlo”.
Che idea si è fatto di queste persone?
“Presi singolarmente sono giovani con poca personalità e poco carattere: trovano un’identità forte solo nel gruppo”.
Il ‘turismo dell’Olocausto’ è un fenomeno recente?
“Non credo, né credo riguardi solo i neonazisti. Lo abbiamo documentato in relazione a luoghi hitleriani:
ciò che preoccupa è la giovane età di questi turisti”.
Non è stato però possibile applicare la legge Mancino.
“No, a questo allucinante turismo non è applicabile la legge Mancino”.
Ma nei lager non ci sono controlli?
“Posso immaginare che sia estremamente difficile attuare controlli tali da rendere impossibile l’accesso a queste persone”.

 


The Last Resort in concerto a Roma per l'Antifascismo!

HCantifa — Inviato da insu @ 14:59

Iniziativa della Rete Antifascista Metropolitana!

 

 

Per la prima volta in italia, Roi Pearce e la nuova formazione che ha portato alla realizzazione del disco ‘Ressurrected’.
Una evoluzione dell’ Oi sulle note degli storici pezzi cantati negli originali Last Resort e nella 3a formazione dei 4Skins, carichi dello stesso odio e della stessa grottezza di un tempo ma rifiniti da un suono più pulito e tendenzialmente vicino alle ritmiche del duro Rock n Roll.
 
Una serata a sostegno dell'antifascismo!
 
 
TUTTO L'INCASSO ANDRA' A SOTTOSCRIZIONE DELLA RETE ANTIFASCISTA METROPOLITANA
 

 

 


HC perchè NO! 666

HC perchè NO — Inviato da insu @ 21:47

E questa è proprio dirla che è l'ultima per l'estate. Ma non demordete...magari il freddo inverno porterà buone nuove per voi/noi/soi...per il resto beccateve pure questa....

Alla prossima! 

 

 


HC perchè NO! eeetciu 5

HC perchè NO — Inviato da insu @ 16:29

Siamo giunti quasi alla fine di questo ciclo. Purtroppo l'estate toglie le forze di fare qualsiasi cosa, ma l'autunno incombe. Quindi per il momento accontentatevi di sta storia!

 


Giusva Fioravanti e Francesca Mambro: chi sono

HCantifa — Inviato da insu @ 16:21

Per lo Stato italiano sono i responsabili del più grave eccidio di uomini, donne, anziani e bambini inermi che sia mai avvenuto nella storia repubblicana.

Mambro e Fioravanti sono stati condannati complessivamente a 17 ergastoli e la sentenza sulla strage di Bologna è passata in giudicato.

28 febbraio 1978. Giusva Fioravanti ed altri notano due ragazzi seduti su una panchina che dall'aspetto (capelli lunghi e giornali) identificano come appartenenti alla sinistra. Fioravanti scende dall'auto, si dirige verso il gruppetto e fa fuoco: Roberto Scialabba, 24 anni, cade a terra ferito e Fioravanti lo finisce con un colpo alla testa. Poi, si gira verso una ragazza che sta fuggendo urlando e le spara senza colpirla.

9 gennaio 1979. Fioravanti ed altre tre persone assaltano la sede romana di Radio città futura dove è in corso una trasmissione gestita da un gruppo femminista. I terroristi fanno stendere le donne presenti sul pavimento e danno fuoco ai locali. L'incendio divampa e le impiegate tentano di fuggire. Sono raggiunte da colpi di mitra e pistola. Quattro rimangono ferite, di cui due gravemente.

16 giugno 1979. Fioravanti guida l'assalto alla sezione comunista dell'Esquilino, a Roma. All'interno si stanno svolgendo due assemblee congiunte. Sono presenti più di 50 persone. La squadra terrorista lancia due bombe a mano, poi scarica alla cieca un caricatore di revolver. Si contano 25 feriti. Dario Pedretti, componente del commando, verrà redarguito da Fioravanti perché, nonostante il ricco armamentario "non c'era scappato il morto". Che Fioravanti fosse colui che ha guidato il commando è accertato dalle testimonianze dei feriti e degli altri partecipanti all'azione, e da una sentenza passata in giudicato. Ciononostante, Fioravanti ha sempre negato questo suo pesante precedente stragista.

17 dicembre 1979. Fioravanti assieme ad altri vuole uccidere l'avvocato Giorgio Arcangeli, ritenuto responsabile della cattura di Pierluigi Concutelli, leader carismatico dell'eversione neofascista. Fioravanti non ha mai visto la vittima designata, ne conosce solo una sommaria descrizione. L'agguato viene teso sotto lo studio dell'avvocato, ma a perdere la vita è un inconsapevole geometra di 24 anni, Antonio Leandri, vittima di uno scambio di persona e colpevole di essersi voltato al grido "avvocato!" lanciato da Fioravanti.

6 febbraio 1980. Fioravanti uccide il poliziotto Maurizio Arnesano che ha solo 19 anni. Scopo dell'omicidio, impadronirsi del suo mitra M.12. Al sostituto procuratore di Roma,

13 aprile 1981, Cristiano Fioravanti - fratello di Valerio - dichiarerà: "La mattina dell'omicidio Arnesano, Valerio mi disse che un poliziotto gli avrebbe dato un mitra; io, incredulo, chiesi a che prezzo ed egli mi rispose: "gratuitamente"; fece un sorriso ed io capii".

23 giugno 1980. Fioravanti e Francesca Mambro uccidono a Roma il sostituto procuratore Mario Amato. Il magistrato, 36 anni, è appena uscito di casa; da due anni conduce le principali inchiesta sui movimenti eversivi di destra. Amato aveva annunciato che le sue indagini lo stavano portando "alla visione di una verità d'assieme, coinvolgente responsabilità ben più gravi di quelle stesse degli esecutori degli atti criminosi".

9 settembre 1980. Mambro e Fioravanti con Soderini e Cristiano Fioravanti, uccidono Francesco Mangiameli, dirigente di Terza Posizione in Sicilia e testimone scomodo in merito alla strage di Bologna.

5 febbraio 1981. Mambro e Fioravanti tendono un agguato a due carabinieri: Enea Codotto, 25 anni e Luigi Maronese, 23 anni. Dagli atti del processo è emerso che durante l'imboscata Fioravanti ha fatto finta di arrendersi. Poi ha gridato alla Mambro, nascosta dietro un'auto, "Spara, spara!".

30 settembre 1981. Viene ucciso il ventitreenne Marco Pizzari, estremista di destra e intimo amico di Luigi Ciavardini, poiché ritenuto un "infame delatore". Del commando omicida fa parte Mambro.

21 ottobre 1981. Alcuni Nar, tra cui Mambro, tendono un agguato, a Roma, al capitano della Digos Francesco Straullu e all'agente Ciriaco Di Roma. I due vengono massacrati. L'efferatezza del crimine è racchiusa nelle parole del medico legale: "La morte di Straullu è stata causata dallo sfracellamento del capo e del massiccio facciale con spappolamento dell'encefalo; quello di Di Roma per la ferita a carico del capo con frattura del cranio e lesioni al cervello". Il capitano Straullu, 26 anni, aveva lavorato con grande impegno per smascherare i soldati dell'eversione nera. Nel 1981 ne aveva fatti arrestare 56. La mattina dell'agguato non aveva la solita auto blindata, in riparazione da due giorni.

5 marzo 1982. Durante una rapina a Roma, Mambro uccide Alessandro Caravillani, 17 anni. Il ragazzo stava recandosi a scuola e passava di lì per caso. La sua morte suscita scalpore anche perché il giovane viene colpito alla testa con un colpo di pistola sparatogli a bruciapelo.


HC perchè NO! e 4

HC perchè NO — Inviato da insu @ 18:07

Nonstante le avversità e il caldo aberrante riusciamo anche questa volta a portare alla fine questa missione praticamente impossibile. Ora ascoltatevela.

 


HC perchè NO! e 3

HC perchè NO — Inviato da insu @ 17:09

Sinori e sinore siamo lieti di presentarvi la terza emissione di HC perchè NO! Praticamente risolti i problemi audio ora potrete ascoltarci in versione very very LO-FI. Che altro dirvi....che buon pro vi faccia!

 


HC perchè NO! Second emission

HC perchè NO — Inviato da insu @ 16:12

E beccatevi la seconda botta sonora. L'audio lo abbiamo migliorato un po, anche se non è certamente dei migliori. D'altronde questa è cultura LoFi o no? Se volevate l'HiFi annate al centrocommerciale.

 


ROMA CITTA’ APERTA RIFIUTA I FASCISTI

HCantifa — Inviato da insu @ 15:26

Giovedì 28 giugno, un gruppo di fascisti, armati di bastoni, bottiglie, coltelli e bombe carta, ha assaltato la manifestazione dell’estate romana “Roma incontra il mondo”, alla fine del concerto della Banda Bassotti. Un raid durato 25 minuti che ha lasciato per terra decine di contusi e feriti da arma da taglio; uno di questi ha ricevuto 9 coltellate, di cui alcune sulla schiena profonde sette centimetri. Solo la prontezza degli organizzatori ha evitato una mattanza più grande. E’ chiaro, volevano il morto.
A distanza di una settimana, nessuno degli aggressori è stato riconosciuto, denunciato o fermato; i carabinieri hanno invece fermato a rinviato a giudizio per lesioni, resistenza e danneggiamento, quattro spettatori aggrediti dalla squadraccia fascista.
Venerdì 6, alle 9, è prevista l’udienza del processo: saremo a piazzale Clodio per contrastare e denunciare questa ennesima vergogna e ricordare alla città chi sono questi fascisti.
Sono gli stessi fascisti che da diversi anni hanno costruito una campagna d’odio e di terrore fatta di intimidazioni, aggressioni, coltellate e uccisioni, come quella di Renato Biagetti, ammazzato all’uscita di una discoteca a Focene. Sono gli stessi fascisti che prima speculano sulle questioni sociali, provando a inventarsi finte occupazioni abitative o miserabili copie dei centri sociali, e poi si candidano con la destra liberista, bigotta e poliziesca di Berlusconi, Fini e Casini.
E’ lunga la lista dei centri sociali, dei centri di aggregazione, degli spazi democratici di Roma che hanno già vissuto la stessa terribile esperienza che è toccata nei giorni scorsi a Villa Ada. Non è possibile che la lista si allunghi oltre.
Le istituzioni romane, il Sindaco Veltroni, tutte le forze politiche e sociali democratiche devono intervenire: basta con lo sdoganamento e la legittimazione dello squadrismo neo-fascista, basta con la concessione di spazi a chi fa apologia di fascismo, basta con la politica di equidistanza che pone la radicalità politica e sociale sullo stesso piano della intolleranza e della violenza razzista contro la sinistra, i migranti, i gay, le lesbiche, i transessuali.
Non bastano generiche condanne alla violenza: la organizzazione di forze dichiaratamente neofasciste e gli atti squadristici sono un fenomeno grave da condannare apertamente e contrastare senza tolleranza alcuna.
Roma rifiuta i fascisti. E lo dimostrerà sabato 7 luglio, con una grande manifestazione pacifica e di massa, plurale, radicalmente antifascista, autotutelata, sonora e comunicativa, per dire a tutta la città che non esistono zone franche, per affermare la libertà di movimento e il diritto di resistenza a difesa della libertà di espressione e aggregazione davanti al terrore di poche decine di vigliacchi, da sempre al servizio dei poteri forti. Invitiamo quindi le associazioni, i comitati, i centri sociali, le forze politiche, i sindacati e tutta la Roma democratica e antifascista a partecipare a questa grande giornata di libertà. Partenza alle ore 16 da piazza S.Emerenziana e conclusione a piazza Vescovio.

Nessuno spazio ai fascisti
Nessuna equidistanza
Verità e giustizia per Carlo, Dax e Renato

Primi Promotori:
Ram (Rete Antifascista Metropolitana); ARCI; radio onda rossa; radio città aperta; centri sociali ex snia viscosa, la torre, forte prenestino, ex 51, acrobax, corto circuito, la strada, 32, spartaco, factory, laurentino occupato, strike, astra19, horus occupato, esc, i po’, coordinamento degli studenti medi, ....

per adesioni:
ufficiostampa@arci.it
ELENCO DELLE PROSSIME INIZIATIVE

GIOVEDI 5 LUGLIO
*La verità non si cancella *
*ore 11 conferenza stampa sotto al Ministero dell´Interno (P.zza dell'Esquilino)*
*dalle 11.00 alle 15.00* Sit-in per chiedere verità e giustizia per i casi di Carlo Giuliani, Dax, Federico Aldrovandi e Renato e per continuare a dire che non ci sarà nessuna giustizia senza verità.

VENERDI 6 LUGLIO
*Presidio di solidarietà a P.zzale Clodio*
*ore 9:00* Presidio in solidarietà dei quattro ragazzi fermati ed arrestati dopo l'aggressione fascista a Villa ADA che verranno giudicati per direttissima solo perchè a fine concerto e dopo l'aggressione si sono allontanati da soli passando in mezzo a gruppi di poliziotti e carabinieri.

SABATO 14 LUGLIO
*CONCERTO* "AMA LA MUSICA, ODIA IL FASCISMO"
*INIZIATIVA NAZIONALE "UN MURALES PER DAX E RENATO" *
(luogo da definirsi)



HC perchè NO first emissione

HC perchè NO — Inviato da insu @ 15:15

Ragazzi beccatevi la prima emissione....l'audio non è che sia ottimo, ma in fin dei conti che PunkHardcore sarebbe?

 

 

Presto il link e2k

 

Cattivo ascolto! 


TRASHinAzione numero 0 on line

TrashinAzione — Inviato da insu @ 14:43

Ragazzi è on line. Questo è il numero 0 della fanza TRASHinAzione, scaricatelo, stampatelo, leggetelo, diffondetelo...insomma fateci quello che volete. Purtroppo lo abbiamo tirato su in fretta e furia perchè la voglia di uscire era tanta, e un po si vede come qualità...qualche errore, qualche ripetizione, qualche imprecisione. Ma fateceli passare per buoni. La prossima volta sarà una vera e propria bomba.

 

Scarica la fanza....

Numero 0: Front Back


Tensione tra fascisti e antifascisti a l'Aquila durante Amore, Arte e Rivoluzione

HCantifa — Inviato da insu @ 23:54

Sabato 30 Giugno, i fascisti aquilani organizzano un concerto con band dichiaratamente neonaziste.
In contemporanea, al parco del sole, si svolgevano le giornate della biennale d'arte anarchica.
Alle 3:30, venti bonheads usciti dal concerto, arrivano davanti l'ingresso del parco del sole, nonostante le inutili rassicurazioni della polizia, che diceva di avere la situazione sotto controllo.
Ad aspettarli gli/le antifascist* che presidivano la festa, in fase di chiusura.
Dopo molti minuti di grande tensione, in cui le forze "dell'ordine" avrebbero dovuto garantire la sicurezza dell'iniziativa, finalmente una volante si presenta e riesce ad identificare e porre in stato di fermo alcuni dei bonheads.
Gli altri, vengono lasciati liberi di tornare a casa come se nulla fosse successo. Tutto questo sotto gli occhi degli/lle antifascist* che osservavano la scena a pochi metri di distanza, e che hanno continuato il presidio per tutta la nottata.
Ancora una volta il comportamento degli sbirri, lascia molti dubbi riguardo il loro ruolo di "tutori dell'ordine" e lascia immaginare una complicità tra neofascisti e "forze dell'ordine".

antifascisti abruzzesi
abruzzoantifa@autistici.org

C'eravamo anche noi...e ci prudono ancora le mani.

L'antifascismo non si arresta!

 

 


Cambio programma

HC perchè NO — Inviato da insu @ 23:50

La trasmissione radiofonica è stata spostata di giorno. Non più il mercoledì dalle 2235 ma il lunedì alla stessa ora...

Potete ascoltarci ovviamente in streming dal sito www.mepradio.it oppure da questo blog. Non mancate! 


Seratina HC a l'Aquila

Iniziative — Inviato da insu @ 01:16

Venerdì 29 giugno a L'Aquila seratina hardcore...

Ringraziamo l'organizzazione di Amore, Arte e Rivoluzione, con i quali abbiamo organizzato la serata, per averci dato questa opportunità. Se venite vi beccate Affluente, Disforia e End of  Etichs...oltre ovviamente a bere, cibo e controinformazione a josa. Non vi rimane che venire...o no?

Scarica la locandina, stampala, diffondila, copiala....facci quello che vuoi

Amore, Arte e Rivoluzione inizia giovedì e finisce sabato quindi se volte venire gli altri giorni.....bella storia!



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